Il progetto di Natale 2016 è per i terremotati …e non solo

“Caro Babbo Natale quest’anno vorrei la bambola con i capelli rossi…” inizia così il film di Natale 2016 di Pastorelli e di tutto il Gruppo Del Conca. E’ la notte della vigilia, ci sono le ultime letterine da leggere e poi per Babbo Natale è ora di partire. Ma improvvisamente tutto cade e si rompe…fumo e paura inondano tutta la stanza. La voce fuori campo annuncia che l’Italia centrale è stata colpita da violenti terremoti e che tante persone sono in difficoltà. E’ dedicato proprio a queste persone il Film che racconta il Progetto di Natale 2016. Il Gruppo Del Conca destina infatti le risorse dedicate delle strenne natalizie per regalare un futuro acquistando i prodotti, altrimenti invenduti, degli agricoltori e allevatori colpiti dal terremoto del centro Italia. Tutti i prodotti acquistati inoltre sono stati donati alla Comunità Papa Giovanni XXIII per il sostegno alimentare delle oltre trecento case famiglia e di accoglienza. In questo modo il Gruppo Del Conca raddoppia la solidarietà.

PROGETTO DI SOSTEGNO PER AREE TERREMOTATE

Lo sgomento nei piccoli paesi e nelle cittadine dell’epicentro e delle zone limitrofe è grande. Molte persone hanno perso la casa e tanti hanno avuto danneggiate le proprie strutture produttive o commerciali. Infatti, questa zona, seppur contraddistinta da piccoli borghi circondati da natura incontaminata e da coltivazioni tipiche, si caratterizza per l’alta concentrazione di artigiani e piccole imprese, tra cui spicca in particolare il settore agroalimentare. La paura più grande per gli abitanti delle Marche che sono stati vittime del terremoto è proprio quella di dover abbandonare non solo le proprie case ma anche le attività produttive, spesso adiacenti alle abitazioni, che sono per loro parte integrante della vita stessa.

Come poter aiutare queste aree così duramente colpite in modo che si alimenti la speranza di un nuovo inizio?

Supportando le imprese agroalimentare attraverso l’acquisto di prodotti locali. Sia per una questione di stagionalità che in previsione delle festività natalizie, anche i produttori più piccoli avevano già investito molte risorse in materie prime, semilavorati e avvio delle produzioni invernali. Il sisma ha in alcuni casi danneggiato i laboratori o i magazzini delle imprese costringendole a dover preventivare operazioni di manutenzione straordinaria o di ripristino delle normali condizioni lavorative. Il danno più importante è però il calo della domanda che questi piccoli produttori hanno subito, legata al fatto che i centri storici dei paesi colpiti sono stati evacuati, i piccoli esercizi commerciali e di ristorazione sono stati costretti a sospendere l’attività o a chiudere, e molti produttori di specialità agroalimentari che si indirizzavano abitualmente ad un mercato locale ristretto, hanno subito conseguentemente drastiche riduzioni di richieste o annullamenti di ordinativi acquisiti.

QUALI PRODOTTI E PRODUTTORI DEL TERRITORIO TERREMOTATO?

Tasting Marche, una giovane impresa che seleziona eccellenze enogastronomiche artigianali di tutto il territorio della Regione Marche, ha individuato e dialogato per noi con alcuni produttori artigianali che hanno subito direttamente danni materiali o immateriali dal sisma, e dai quali acquistare i prodotti che sono stati poi devoluti alla Comunità Papa Giovanni XXIII.

Società Agricola F.lli Angeli (Pievetorina)
L’azienda è a conduzione familiare ed è situata a Capriglia, piccola frazione di Pievetorina, nel Parco dei Monti Sibillini. Producono legumi, formaggi, paste e farine, confetture, succhi e altri prodotti agricoli. Hanno allevamento di bovini e ovini. L’azienda ha subito danni strutturali dal terremoto, che ha fortemente danneggiato stalle e abitazione (tetto). Hanno già fatto domanda per i moduli per gli animali, che rischiano se no di morire di freddo durante l’inverno. Il punto vendita accanto al caseificio ha interrotto la vendita perché lì non passa più nessuno. Sono sfollati tra Recanati e Porto Recanati e fanno 3 ore di viaggio al giorno per curare animali e fattoria.
Salumificio Monterotti (Saranano) Sono da anni specializzati nella produzione di salumi derivanti dai suini allevati nelle terre dell’entroterra marchigiano, tutti caratterizzati da un’ottima qualità. Producono da oltre quaranta anni prosciutti, salami, salumi di cinghiale, porchetta, lonza, ciauscolo igp ed altri insaccati. Nel recente terremoto hanno subito alcuni danni strutturali nelle stalle e nelle abitazioni di famiglia, ma soprattutto hanno visto un forte rallentamento degli ordini visto che molti dei loro clienti (piccoli ristoranti o alimentari dei dintorni sono al momento inagibili e hanno, almeno momentaneamente, chiuso l’attività). L’azienda, nonostante il periodo di difficoltà, ospita per la stagionatura anche un salumificio della zona anch’esso danneggiato, sacrificando in questo modo spazio per la loro produzione e stagionatura prodotti. Necessitano quindi di rotazione magazzino più rapido, con il dovuto rispetto di tempi di stagionatura.
La Pasta di Celiano (San Ginesio)
L’azienda agraria e il pastificio di Diego Luciani sono ubicati a Celiano, antico borgo della frazione di Vallimestre nel Comune di San Ginesio, alle porte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Producono pasta all’uovo artigianale, lunga, corta e da minestra. Nei pressi del centro storico di San Ginesio l’azienda ha anche un agriturismo. Il terremoto ha reso zona rossa il centro storico di San Ginesio e danneggiato lievemente il loro piccolo laboratorio adiacente le mura del Paese. I danni più grandi sono legati nel loro caso agli annullamenti di ordinativi di pasta già prodotta e non ritirata (hanno bancali pronti fermi che i clienti non possono e non vogliono più ritirare) e da un arresto improvviso di nuovi ordini, da parte di piccole attività commerciali e di ristorazione del luogo. L’azienda ci ha fatto i nomi di almeno 10 clienti che hanno annullato ordini già fatti e che erano pronti da spedire.
Caseificio Di Pietrantonio (Belforte del Chienti) Vicinissimo a Belforte del Chienti, piccolo Comune dall’impianto urbanistico medievale, si trova il caseificio della famiglia Di Pietrantonio, con una storia fatta, fino a poco tempo fa, di transumanze alla ricerca dei pascoli migliori. Loro hanno diverse strutture, con i loro animali, e diversi piccoli allevatori da cui prendono il latte nelle colline intorno a Belforte del Chienti e Serrapetrona. Hanno il caseificio con il pv adiacente a Belforte del Chienti e un pv di proprietà nel centro di Tolentino. Hanno subito danni ad una loro stalla, alle loro abitazioni (una parte della famiglia dorme nella roulotte davanti al parcheggio del Caseificio) e il loro pv di Tolentino ha visto drasticamente ridurre gli incassi, tanto che hanno dovuto spostare un dipendente (erano in due), perché “per tenerlo aperto, senza che passi nessuno, una persona è anche troppo”. Un problema grande è che gli animali, scioccati dal terremoto e dalle continue scosse (che ci sono ancora) hanno ridotto di oltre il 50% la produzione di latte e quindi, a parte il prodotto che hanno ora, sono molto preoccupati per il futuro.

GUARDA IL FILM DI NATALE

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]